>> giovedì 28 maggio 2009

Luoghi Speciali... che parlano d'amore...

Italian Chapel (Foto Flickr)

Siamo nelle Orcadi, e qui troviamo la deliziosa italian chapel, Cappella Italiana, costruita ed affrescata dai prigionieri italiani durante la seconda guerra mondiale, deportati quassù dopo essere stati catturati dagli inglesi in africa.

Dall'alto... si vedono le forme delle baracche nissan ai lati

Una storia commovente perché ideata da un gruppo di prigionieri che hanno sentito il bisogno di esprimersi in qualche modo. Che, invece che starsene lì a lamentarsi, si sono rimboccati le maniche e hanno costruito, con quel che avevano a disposizione e con genio del tutto italico, una piccola oasi di umanità nella disumanità della guerra.
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L'altare

La cappella fu costruita unendo due baracche militari Nissen di cui all'esterno è ancora visibile la struttura. L'interno sbalzato fu coperto con cartongesso e l'altare e le balaustre furono costruite con il calcestruzzo. Da una nave naufragata fu ricavato il legno per il tabernacolo.
La maggior parte delle decorazioni interne è opera di Domenico Chiocchetti che addirittura rimase sull'isola per completare la cappella anche dopo il rilascio dei suoi compagni poco prima della fine della guerra.

Italian POWs praying in the Italian Chapel Orkney
Italiani che pregano all'interno della cappella nell'estate del 1944

E quando gli affreschi iniziarono a deteriorarsi, la popolazione dell'isola lo cercarono perchè volle che fosse lui a fare i lavori di restauro. Tramite la televisione Inglese BBC, che si offrì anche di
sostenere le spese necessaria per il progetto, riuscirono a rintracciarlo, nel suo paese natale, Moena nel Trentino... Il sig. Chiocchetti tornò sull'isola per 3 settimane, il tempo necessario per restaurare quelle opere che con la sua genialità era riuscito a creare negli anni '40. Quando riparti per l'Italia lasciò una lettera toccante agli isolani dove scrisse : La cappella è vostra, a voi amarla e conservarla. Io porto con me in Italia il ricordo della Vostra gentilezza e della vostra squisita ospitalità. Me ne ricorderò sempre e i miei figli impareranno da me ad amarvi.

First Station of the Cross
La 1° stazione della Via Crucis

Tornò qui altre volte, anche con la moglie portando sempre doni per la chiesetta... 14 stazioni della Via Crucis in legno intagliati a mano, un prezioso coprialtare fatto dalla moglie, e addirittura nel 1961 il comune di Moena donò un grande crocifisso, che venne posizionato a fianco alla cappella.

Dopo il restauro... si vedono appese le 14 stazioni della Via Crucis, portati da Domenico Chiocchetti nel 1964
Nel 1992 altri ex-prigionieri (lui era troppo debole in quel periodo per fare il viaggio) tornarono nelle Orcadi per celebrare il cinquantenario del loro arrivo sull'isola, Il che la dice lunga sul buon trattamento che hanno ricevuto dagli Scozzesi mentre erano prigionieri...
Domenico Chiocchetti morì a Moena il 7 Maggio, 1999 e la sua famiglia tornò sull'isola il 9 Giugno 1999 in questa piccola cappella che lui amava cosi tanto per far celebrare una messa commemorativa in suo onore.
Sua figlia parlando del padre disse :
Parlava sempre di questa cappella, nonostante fosse qui come prigioniero, ha lasciato una parte del suo cuore nelle Orcadi...

Oggi la cappella accoglie oltre 100.000 visitatori ogni anno.

2 commenti:

Ebisu 8 ottobre 2011 13:08  

Un luogo estremamente spirituale...mai mi sono sentita così italiana! :)

angela 4 marzo 2013 14:17  

complimenti per l'articolo, mi sono commossa. Sono la figlia minore di Domenico Chiocchetti. Sono stata tre volte nelle Orcadi per brevi visite ma sogno di poter tornare un giorno e fermarmi almeno un paio di mesi. grazie ancora

Il Tempo ora ad Edimburgo...

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