>> venerdì 5 marzo 2010

Poet Laureate... del Regno Unito

... i fan la accolgono alle pubbliche letture di poesia con applausi e saluti che non stonerebbero in un concerto rock...


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Carol Ann Duffy

Per la prima volta in 341 anni (nel 2009), una donna è stata nominata Poeta Ufficiale del Regno Unito. Carol Ann Duffy, Scozzese di Glasgow, 53 anni, autrice di numerosi libri, poemi, vincitrice di premi prestigiosi, nonchè docente in cattedra all’Università di Manchester è uno dei poeti contemporanei più bravi e amati dai Britannici, sia dalla gente che dalla critica.

La funzione di poeta reale prevede un assegno annuale di cinquemila sterline (5.578 euro) e una botte di sherry delle Canarie, l’equivalente di 600 bottiglie.


La giornalista Katharine Viner ha scritto di lei :

«Le sue poesie sono accessibili e divertenti, ma la loro forma è classica e la tecnica affilata. Viene letta da gente che di solito non legge poesia, ma riesce a mantenere anche il rispetto dei suoi colleghi. I recensori ne lodano la sensibilità, l’arguta rievocazione dell’amore, della perdita, dello spaesamento, della nostalgia; i fan la accolgono alle pubbliche letture di poesia con applausi e saluti che non stonerebbero in un concerto rock».

Una sua poesia...
Nudo di donna in posa

Sei ore così per pochi franchi.
Ventre tette culo alla luce della finestra,
mi succhia via il colore. Ancora un po’ a destra,
Madame. E prova a star ferma.
Sarò rappresentata analiticamente e appesa
in musei importanti. I borghesi rimarranno di stucco
davanti a un’immagine così di una puttana di fiume. La chiamano Arte.

Sarà. Lui si preoccupa del volume, dello spazio.
Io, del prossimo pasto. Stai dimagrendo,
Madame, così non va bene. I miei seni sono
un po’ calati, lo studio è freddo. Nei fondi del tè
vedo la Regina d’Inghilterra che osserva
le mie forme. Magnifica, mormora
passando oltre. Mi viene da ridere. Lui si chiama

Georges.* Mi dicono che sia un genio.
Certe volte non riesce a concentrarsi
e si indurisce al mio calore.
Mi possiede sulla tela mentre affonda il pennello
più volte nei pastelli. Che piccolo uomo,
non hai i soldi per le arti che vendo io.
Tutti e due poveri, ci guadagniamo il pane come possiamo.

Gli chiedo Perché lo fai? Perché
devo. Non c’è altra scelta. Basta chiacchiere.
Il mio sorriso lo confonde. Questi artisti
si prendono troppo sul serio. Di notte mi sazio
di vino e ballo attorno alle sbarre. Quando è finito
me lo mostra orgoglioso, s'accende una sigaretta. Dico
Dodici franchi e prendo lo scialle. Non sembro neppure io.

(traduzione di Bernardino Nera, pubblicata sul numero di Giugno della rivista Poesia)

* Si tratta di Georges Braque (1882-1963)

Standing Female Nude

Six hours like this for a few francs.
Belly nipple arse in the window light,
he drains the colour from me. Further to the right,
Madame. And do try to be still.
I shall be represented analytically and hung
in great museums. The bourgeoisie will coo
at such an image of a river whore. They call it Art.

Maybe. He is concerned with volume, space.
I with the next meal. You’re getting thin,
Madame, this is not good. My breasts hang
slightly now, the studio is cold. In the tea-leaves
I can see the Queen of England gazing
on my shape. Magnificent, she murmurs,
moving on. It makes me laugh. His name

is Georges. They tell me he’s a genius.
There are times he does not concentrate
and stiffens for my warmth.
He possesses me on canvas as he dips the brush
repeatedly into the paint. Little man,
you’ve not the money for the arts I sell.
Both poor, we make our living how we can.

I ask him. Why do you do this? Because
I have to. There’s no choice. Don’t talk.
My smile confuses him. These artists
take themselves too seriously. At night I fill myself
with wine and dance around the bars. When it’s finished
he shows me proudly, lights a cigarette. I say
Twelve francs and get my shawl. It does not look like me.

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