Lamb Holm... una piccola isola Scozzese nelle Orcadi...

>> giovedì 23 settembre 2010

...dove la bandiera italiana non smette mai di sventolare...


E' lì perennemente in segno di amicizia, per ricordare la presenza dei prigionieri italiani su quest'isola in tempo di guerra...

Catturati dagli Inglesi durante le campagne d'Africa, furono mandati su in Scozia, per aiutare nella costruzione delle Churchill Barriers a Scape Flow, uno dei più vasti porti naturali del pianeta.

Era l'inizio della II Guerra Mondiale, ed in questa baia era stazionata la Marina Militare Britannica.
Un sommergibile tedesco riuscì a penetrare nel porto ed affondare la regina delle navi Inglesi, la "Royal Oak", dove morirono oltre 800 militari Inglesi, e Winston Churchill, grande statista Inglese, diede ordine di far costruire 4 barriere antisommergibili, per collegare l'isola di Mainland (la più grande delle Orcadi) alle quattro isole direttamente a sud, in modo da bloccare in futuro, qualsiasi passaggio in questa zona.

Queste barriere vennero costruite con pietre e grossi massi di cemento, da 5-10 tonnellate ognuno, e ci vollero diversi anni per completare i lavori... ma evidentemente non dovevano essere destinate a fini militari... infatti furono terminate quattro giorni dopo la fine della guerra... e divennero invece dei preziosi collegamenti stradali fra queste isole. Vedere la foto sotto

La prima isola collegata alla terraferma è Lamb Holm, quella che ospitò gli Italiani del Campo 60

Una barriera vista da vicino

Ma gli Italiani non si limitarono a svolgere il compito a loro affidato. Nel poco tempo libero che avevano a disposizione fecero in modo di trasformare il Campo 60 dove risiedevano, in un'isola d'amore. Costruirono sentieri per collegare le varie baracche, piantarono fiori, coltivarono un'orto... fecero un teatro, con un vero e proprio palcoscenico, nonché un tavolo di biliardo, sempre con l'immancabile cemento...

Ma soprattutto con il cemento e con qualsiasi altro materiale di scarto che avevano a disposizione, innalzarono una deliziosa cappella (Qui per il post), e nelle sue vicinanze, una statua di San Giorgio (santo molto popolare in Gran Bretagna) mentre uccide il drago... Questa statua vuole simboleggiare il loro trionfo sulle difficoltà che incontrarono in questi anni. Lo fecero usando del filo spinato per lo scheletro, che poi ricoprirono di cemento. La base della statua custodisce una pergamena con i nomi di tutti gli prigionieri, ed un pò di monete Italiane. Ideatore di tutto questo fu Domenico Chiochetti, aiutato nell'impresa dai suoi compagni.

Statua di San Giorgio

In questi 2/3 anni di prigionia nacque una bellissima amicizia tra Italiani ed isolani Scozzesi, ed una volta terminata la guerra, quando gli Italiani ripartirono ed il campo 60 dovette essere sgombrato, gli Orcadiani hanno fatto in modo che la cappella e la statua non venissero toccati...
Tutt'ora esiste un comitato per salvaguardare quello che viene chiamato dagli Isolani "Il miracolo del Campo 60".

E' una tappa immancabile per chi si reca nelle Orcadi... e sarà difficile non commuoversi quando ci si trova in questo angolo remoto della Scozia, e vedi cosa sono riusciti a creare, gli Italiani, con la loro fede e speranza...

3 commenti:

Roberta 27 settembre 2010 11:51  

Non conoscevo questa storia. Se un giorno dovessi mai riuscire a visitare le Orcadi la terrò presente.
Grazie per i tuoi post: sono sempre tutti molto affascinanti ed evocativi :) Un saluto!

Sonia Ognibene 27 settembre 2010 18:43  

Neanch'io sapevo nulla di quest'angolo di paradiso nato dalla maestria degli italiani in un momento storico che nulla lasciava alla poesia, all'incanto.
Grazie Mariabei.

Mariabei 5 ottobre 2010 14:30  

@ Roberta - Io ci sono stata e ne vale la pena, soprattutto quando conosci la storia che c'è dietro!
Baci

@Sonia Ognibene - Hanno lasciato un "grande" tesoro.
Bacio

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